Una storia di un amore particolare

A volte nella vita succedono delle cose che non si lasciano spiegare facilmente. A volte persone, luoghi, oggetti lasciano un segno profondo quando li incontriamo. Provocano emozioni forti in parte mai vissute prima. Ci fanno vedere la vita da un’altra prospettiva. Questo sentimento si chiama amore.

Ecco che cosa mi è successo quando ho visto per la prima volta immagini di Siena e del suo Palio. Era nel ormai lontano 2010 ed io avevo appena quindici anni. Perché sono rimasta così affascinata non lo posso dire con certezza così come è spesso il caso quando qualcuno s’innamora. Posso solo cercare di capire.

Quando ho visto per la prima volta immagini e suoni di Siena sono rimasta toccata da questa città unica in tutto il mondo, dai suoi canti e dai colori dei suoi fazzoletti.

I primi mesi dopo questa scoperta sono stati intensissimi. Ancora spinta da un’energia ingenua di una bambina senza pregiudizi mi sono messa a scoprire questo universo sconosciuto di nome Siena. Mi sono anche innamorata di una contrada, la Selva. Anche qui, non chiedetemi perché. Quando il mio cuore fa una scelta a volte è impossibile ricostruire da dove questa derivi. Un solo mese dopo poi si è corso il Palio di Provenzano. Anche questa un’avventura piena di passione e piena di nuove scoperte. Ed è finito del migliore dei modi: veder vincere la contrada del cuore proprio il primo Palio che si segue, è il massimo delle emozioni.

Adesso con il tempo la mia passione è maturata, nella mia vita si sono aggiunti nuovi interessi e nuove passioni. Con il tempo ho capito che conoscere e comprendere Siena non è una cosa così facile come lo immaginavo cinque anni fa. Ho capito che per poter dire “Sono della Selva” con onestà ci vuole di più che un amore incondizionato e conoscenze accumulate su internet. Ho capito che magari il sogno di diventare selvaiola è proprio quello: un sogno. Per diventare contradaiolo secondo me si deve vivere a Siena, o ad una distanza ragionevole da essa, o avere i mezzi per andarci regolarmente. Solo così si possono sviluppare le radici necessarie, solo così si può diventare davvero parte di una società. Ogni altra cosa fa parte del mondo delle favole e della fantasia. Ho capito che da non senese o nel senso più allargato da non cattolica ci sono delle cose che magari non riuscirò mai a capire – semplicemente perché sono cresciuta in un altro mondo.

Però nonostante tutto questo, Siena e la Selva fanno sempre parte della mia vita. Magari non occupano uno spazio così grande come nel 2010, ma questo non è neanche necessario. Quando ho visto vincere la Selva per la seconda volta un mese fa è stato un’emozione travolgente.

Tornerei volentieri a Siena per fare una passeggiata nelle sue vie e vicoli per ammirare la sua bellezza medievale. Rimango impressionata dalle sue contrade che esistono da secoli e che come famiglia allargata sono luogo di solidarietà e appoggio – una cosa che spesso manca nel mondo moderno. Adoro ascoltare i suoni e le melodie di Siena, adoro cantare queste canzoni io stessa. Anno per anno seguo dalla lontana Svizzera quel che è il culmine di tutta la vita contradaiola: il Palio.

Siena, le contrade e il Palio continuano ad ispirarmi perché trovo qui un senso della vita andato perso o ancora non scoperto altrove. Anche dopo cinque anni non ho ancora smesso di imparare, voglio sempre restare vicina a questo mondo per conoscerlo meglio. Ci sono ancora così tante cose da scoprire…

 

Autunno 2015, in occasione della trentottesima vittoria della Contrada della Selva alla quale dedico questo articolo.

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